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La tecnologia 6G rappresenta la prossima generazione delle comunicazioni mobili e viene indicata dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) con il nome IMT-2030. A differenza del 5G, già operativo in numerosi Paesi, il 6G è ancora in fase di definizione e standardizzazione. Nel febbraio 2026 l’ITU ha completato una prima serie di requisiti tecnici per le future interfacce radio, mentre l’approvazione formale dei documenti è prevista nel percorso che dovrebbe portare agli standard definitivi entro il 2030.
Il salto rispetto al 5G non riguarda soltanto la velocità di trasferimento dei dati. Il framework IMT-2030 prevede infatti prestazioni superiori in diversi ambiti. Per il 6G sono indicati picchi teorici compresi tra 50 e 200 Gbit/s a seconda dello scenario, mentre il 5G IMT-2020 è stato progettato per arrivare fino a 20 Gbit/s nelle condizioni previste dagli standard. Per la latenza radio, il 6G punta inoltre a valori nell’ordine di 0,1-1 millisecondo.
Il 6G introduce funzioni che vanno oltre l’evoluzione della connettività mobile tradizionale. Tra gli scenari individuati dall’ITU figurano l’integrazione tra intelligenza artificiale e comunicazioni e quella tra comunicazione e rilevamento, indicata come ISAC. La rete potrebbe quindi non limitarsi a trasmettere informazioni, ma contribuire anche a localizzare oggetti, rilevarne la presenza, effettuare mappature e fornire dati utili ai sistemi di navigazione.
Inoltre, la nuova tecnologia dovrebbe migliorare la precisione del posizionamento, con obiettivi indicativi compresi tra 1 e 10 centimetri. Un simile livello di accuratezza potrebbe trovare applicazione nella robotica, nei trasporti automatizzati, nella logistica e negli ambienti industriali. Tra le priorità rientrano anche sicurezza, resilienza e sostenibilità, elementi inseriti nel quadro di sviluppo della nuova generazione.
Se quella di cui si sta parlando è la connessione del futuro, è indubbio che intaccherà senz’altro anche il comparto dell’intrattenimento e in particolare il mondo del gaming, che viaggia sempre più speditamente sulla rete. Già da diverso tempo molte forme di svago hanno attecchito sul web e anche gli internauti che non si sono mai ritrovati a partecipare a una partita di carte online o a giocare a bingo sulla rete sanno che attraverso le connessioni moderne è più facile condividere in tempo reale delle esperienze hi-tech.
Per il gaming, una latenza più bassa e una maggiore capacità della rete potrebbero risultare particolarmente importanti nei videogiochi multiplayer, nelle esperienze immersive e nei servizi basati sul cloud. L’ITU inserisce infatti la comunicazione immersiva tra i principali scenari d’uso del 6G, insieme alle comunicazioni estremamente affidabili e a bassa latenza.
Da un lato le potenzialità sono chiare, dall’altro però non esiste ancora una rete 6G commerciale standardizzata e nemmeno una data certa entro cui è possibile vederla, oltre che qualche dubbio che si lega a come ci siano ancora molte potenzialità inespresse già nel 5G. In ogni caso, il percorso internazionale prevede la presentazione delle tecnologie candidate all’ITU nel 2027, seguita dalle valutazioni rispetto ai requisiti tecnici e dalla successiva definizione degli standard. L’obiettivo indicato dall’ITU è arrivare all’approvazione degli standard IMT-2030 entro il 2030. Questo significa che le attuali velocità e caratteristiche attribuite al 6G devono essere considerate come obiettivi tecnici e non come prestazioni già disponibili sul mercato.
La ricerca riguarda anche le bande di frequenza che potranno essere utilizzate. L’ITU sta studiando la fattibilità delle comunicazioni mobili in bande superiori ai 100 GHz, mentre il progetto complessivo comprende diverse soluzioni radio e architetture di rete. Un ulteriore sviluppo riguarda l’integrazione tra reti terrestri e sistemi satellitari, con l’obiettivo di estendere la connettività anche alle aree remote e poco servite.




