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(Adnkronos) – La prima edizione di "Città in Crescita", la classifica elaborata da LinkedIn Notizie escludendo le principali metropoli nazionali, colloca Trento, Bari e Brescia ai primi tre posti tra le dieci aree in cui le assunzioni e la domanda di lavoro stanno crescendo più rapidamente. Completano la graduatoria Udine, Bergamo, Vicenza, Verona, Treviso, Bolzano e Modena, delineando una geografia economica fondata sui distretti manifatturieri, sulle piccole e medie imprese esportatrici e sulla presenza di università e centri di ricerca. “Con la prima edizione italiana di Città in Crescita abbiamo voluto rispondere a una domanda che riguarda tutti i professionisti: quali sono oggi i posti migliori dove far crescere la propria carriera al di fuori dei grandi hub metropolitani?” spiega Michele Pierri, Responsabile di LinkedIn Notizie Italia. “Leggendo l'Italia unicamente attraverso i dati di LinkedIn, la risposta ci porta dentro dieci città medie, da Trento a Modena, dove le assunzioni aumentano, la domanda di lavoro cresce e chi arriva da fuori sceglie di trattenersi o di mettere radici. È una fotografia autentica del nostro Paese: di un'economia fatta soprattutto di piccole e medie imprese, di distretti manifatturieri e di PMI esportatrici che continuano ad assumere e a innovare lontano dai riflettori, ma anche di realtà radicate sul territorio come università e centri di ricerca. Città in Crescita dimostra anche che le opportunità non vivono solo a Milano o Roma, ma in territori dove stile di vita e crescita professionale possono finalmente coincidere". Dal punto di vista settoriale, i servizi alle imprese, la consulenza e la consulenza IT figurano tra i comparti trainanti in tutti i territori esaminati, mentre la produzione di macchinari rappresenta un pilastro occupazionale in nove delle dieci città individuate, affiancata da vocazioni specifiche come l'automotive a Modena o il settore alberghiero a Bolzano. L'indagine evidenzia inoltre il consolidamento delle modalità di lavoro flessibile: la formula ibrida si conferma prevalente in tutte le aree analizzate, con picchi registrati a Bari, Trento e Verona, dove emergono anche quote significative di offerte in modalità full remote. Tale evoluzione dimostra come la transizione occupazionale in corso sia sostenuta da una ridefinizione delle priorità professionali, in cui la sostenibilità del costo della vita e l'efficienza dei servizi territoriali giocano un ruolo determinante nelle scelte di mobilità dei talenti.
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