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(Adnkronos) – L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha avviato il progetto di ricerca iCEALP, acronimo di ice–Climate–solid Earth coupling driving ALPine uplift, inserito nel programma Pianeta Dinamico 2026–2029 e coordinato dal primo ricercatore Enrico Serpelloni. L'iniziativa coinvolge un ampio consorzio multidisciplinare che comprende l'Università di Torino, la Fondazione Montagna Sicura, l'Università di Milano-Bicocca, l'Università di Bologna, l'Università di Trento, l'ENEA e partner internazionali di rilievo come il Politecnico federale di Zurigo e il centro danese DTU Space. L'obiettivo principale consiste nel quantificare come i fenomeni di deglaciazione, la siccità e gli eventi idrologici estremi modifichino lo stato di sforzo e la deformazione della crosta terrestre, integrandoli nei processi tettonici che governano l'evoluzione delle catene montuose. Tra gli elementi di maggiore rilievo tecnologico e scientifico figurano la creazione di un Gemello Digitale del sistema alpino, un simulatore avanzato in grado di unire osservazioni geodetiche, sismologiche e satellitari per delineare scenari previsionali fino al 2050, e la realizzazione del nuovo osservatorio geofisico integrato AMIGHO nell'area del Monte Rosa.
Le attività di ricerca si svilupperanno in due laboratori naturali complementari, le Alpi e la Groenlandia, quest'ultima interessata dal potenziamento dell'osservatorio polare HySO nel Fiordo di Wolstenholme per calibrare i modelli numerici tridimensionali. I dati raccolti consentiranno di comprendere in modo approfondito i rischi geologici associati, tra cui l'instabilità dei versanti e le variazioni della sismicità, fornendo basi conoscitive essenziali per la prevenzione e la pianificazione territoriale in ambienti montani complessi.
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