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(Adnkronos) – Un gruppo esterno ha fatto breccia in alcuni repository GitHub di Meta sfruttando le credenziali sottratte a un dipendente, riuscendo ad accedere a porzioni di codice sorgente e a un quantitativo circoscritto di informazioni personali. L'intrusione, individuata alcune settimane fa dai tecnici della sicurezza, ha portato all'avvio delle notifiche formali indirizzate a circa 1.500 individui, in larga maggioranza dipendenti statunitensi. La società ha tempestivamente revocato gli accessi non autorizzati, coinvolgendo GitHub e le forze dell'ordine per la gestione dell'incidente. In base a quanto comunicato dal gruppo guidato da Mark Zuckerberg, il 99% dei dati sottratti riguarda asset aziendali, costituiti nello specifico da codice software legato allo sviluppo dei prodotti. La porzione restante, pari all'1%, era invece composta da dati personali caricati per errore sulla piattaforma di sviluppo, in violazione delle policy interne vigenti. Gran parte di questo materiale risultava tuttavia costituito da record sintetici o anonimizzati utilizzati per i test, elemento che rende difficoltosa la distinzione dei dati reali da parte degli attaccanti. Le indagini preliminari indicano inoltre che l'operazione non era mirata nello specifico all'acquisizione di questi profili. Meta ha chiarito che l'episodio non deriva da vulnerabilità intrinseche ai propri prodotti e non ha comportato violazioni dell'infrastruttura interna, rimasta protetta. Oltre a informare le autorità garanti, l'azienda ha messo a disposizione delle persone coinvolte servizi dedicati di monitoraggio del credito e del dark web. Come misura correttiva immediata sono stati revocati e sostituiti i segreti crittografici presenti nei repository compromessi, affiancando a questa procedura un sistema di scansione proattivo per impedire in modo automatico il caricamento accidentale di dati sensibili su ambienti terzi.
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