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Refurbed sui nuovi iPhone: “Apple pianta alberi in una foresta che brucia”

Redazione Universoinformatico24.it Da Redazione Universoinformatico24.it
10 Settembre 2026
in Curiosità
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Refurbed sui nuovi iPhone: “Apple pianta alberi in una foresta che brucia”
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(Adnkronos) – L'uscita imminente di iPhone 18 Pro e del pieghevole Duo riporta puntuale la stessa scena: file agli Apple Store, unboxing sui social, la corsa a intestarsi il modello più recente. Ma è proprio in queste settimane, quando il desiderio del nuovo tocca il picco, che il mercato del ricondizionato mostra la sua forza più convincente. Non più un ripiego per chi ha il budget limitato, ma una scelta di consumo consapevole, capace di offrire un top di gamma a una frazione del prezzo, con un impatto ambientale drasticamente inferiore. A ricordarlo, con toni netti, è Kilian Kaminski, co-fondatore di Refurbed, la piattaforma europea specializzata nella vendita di elettronica rigenerata. Kaminski fa un ragionamento che va dritto al cuore del modello di business dell'azienda di Cupertino: "Ogni nuovo lancio di iPhone ci allontana sempre di più dalla vera sostenibilità. Una vera innovazione significherebbe creare prodotti durevoli e riparabili", ha detto ai nostri microfoni. Il numero dei dispositivi venduti ogni anno resta impressionante, e con esso il conto ambientale che l'industria continua a scaricare sul pianeta. "La produzione di un singolo nuovo smartphone causa 76,7 kg di emissioni di CO₂, consuma 27.491 litri d'acqua e genera 195,9 grammi di rifiuti elettronici. Con 232 milioni di iPhone venduti all'anno, è giunto il momento di chiedere conto ad Apple e pretendere un cambiamento", ha spiegato Kaminski. Per capire che cosa significhi in concreto acquistare un ricondizionato di fascia alta, la prova è stata condotta su un iPhone 17 Pro Max in colorazione Cosmic Orange, acquistato tramite Refurbed. Il dato più rilevante riguarda la batteria: è "green", cioè non sostituita, e mantiene ancora il 100% della capacità originaria. Un elemento tutt'altro che scontato su un dispositivo rigenerato, dove la sostituzione della batteria è spesso il primo intervento previsto dai processi di ricondizionamento. Sul piano estetico, il grado dichiarato è "ottimo", e il riscontro pratico conferma la classificazione: la scocca presenta soltanto un paio di graffi, visibili unicamente da vicino o senza cover applicata. In condizioni di utilizzo normale, con protezione o a distanza di un braccio, il dispositivo risulta indistinguibile da un esemplare nuovo. I numeri raccontano una transizione ormai strutturale. Il Second Chance Impact Report del Centre for Economics and Business Research, commissionato da Amazon, quantifica in 21,6 miliardi di euro il valore del mercato europeo dell'usato online nel 2024, con due persone su tre che acquistano prodotti di seconda mano e 740 milioni di oggetti rimessi in circolo tra abbigliamento, accessori ed elettronica. In Italia il settore ha generato un valore aggiunto di 1,4 miliardi di euro e un risparmio di 3,2 miliardi per i consumatori, con proiezioni che indicano una crescita verso i 2,6 miliardi nel 2025. Il fenomeno travalica ormai gli smartphone, tanto che su Refurbed sono disponibili anche smartwatch, computer portatili, accessori audio, elettrodomestici, console e altro ancora. Gli elettrodomestici ricondizionati crescono del 126,4% nelle ricerche, passando da 18.700 a oltre 42.400 query, segno che il rigenerato è entrato nella gestione quotidiana della casa. L'informatica segue con un +30,4%, trainata dai MacBook Air di Apple, mentre le console di gioco registrano un balzo del 269%, intercettando un pubblico giovane che altrimenti resterebbe escluso dai grandi acquisti tecnologici. Per Kaminski, il problema non è soltanto ambientale ma anche etico, e chiama in causa direttamente le scelte industriali di Apple. "Per anni, Apple ha dettato la linea per l'industria dell'elettronica e ha cambiato permanentemente il nostro modo di interagire con la tecnologia. Tuttavia, l'immagine ecologica dell'azienda non può più mascherare gli enormi costi ambientali dei suoi continui lanci di prodotti", ha dichiarato.  "I rilasci annuali di telefoni minano la reputazione di Apple come azienda responsabile. Questa strategia è discutibile non solo da una prospettiva ecologica ma anche etica. Nonostante il suo marketing 'verde', la crescita dell'azienda dipende dal convincere i consumatori di aver sempre bisogno dell'ultimo modello", ha proseguito. Il fondatore di Refurbed punta il dito anche sulla gestione a fine vita dei dispositivi. "Milioni di dispositivi elettronici vengono scartati ogni anno, e solo una minima parte viene rigenerata o riciclata correttamente. Questo porta a emissioni tossiche che danneggiano sia l'ambiente sia la salute umana", ha detto. E sulla comunicazione "carbon neutral" dei grandi produttori è tranchant: "Etichettare un prodotto come a impatto zero mentre si mantiene un ciclo di 'fast tech' è come piantare un albero in una foresta in fiamme. Si tratta più di un gesto simbolico che di un cambiamento reale", ha affermato Kaminski. Il riferimento, neanche troppo velato, va anche alla posizione di Apple sulla direttiva europea sul diritto alla riparazione. "Le ripetute accuse di obsolescenza programmata e la posizione discutibile dell'azienda riguardo alla direttiva dell'UE sul 'Diritto alla riparazione' suggeriscono che il profitto spesso prevalga sull'ambiente", ha sottolineato il co-founder di Refurbed, che rilancia poi un appello diretto all'industria: "È giunto il momento che le aziende tecnologiche diano priorità alla sostenibilità. La sostenibilità non è una moda, ma un'assoluta necessità. Se vogliamo combattere il cambiamento climatico, l'industria deve stabilire nuovi standard e rispettarli". "Non abbiamo bisogno di schermi più grandi per i nostri telefoni, ma di soluzioni di design più rispettose dell'ambiente. I veri innovatori si concentrerebbero sull'estensione della durata di vita dei prodotti con un design sostenibile e opzioni di riparazione accessibili", ha detto Kaminski, che chiude il suo ragionamento con un invito diretto: "Tutto inizia con il coraggio: lasciate l'iPhone 18 sullo scaffale", ha affermato. 
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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