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(Adnkronos) – La tutela della trasparenza dei mercati e la sicurezza degli asset produttivi rappresentano fattori determinanti per l'attrattività e la stabilità economica di un Paese. Lo scenario attuale evidenzia un mutamento strutturale nelle metodologie della criminalità organizzata, la quale si muove seguendo logiche societarie avanzate. "Oggi la competitività di un Paese non si misura soltanto sulla capacità di attrarre investimenti o di innovare, ma anche sulla possibilità di garantire mercati trasparenti e sicuri, in grado di prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia", spiega Paola La Salvia, Ufficiale Superiore della Guardia di Finanza ed esperta di intelligence economico-finanziaria e analisi criminale. "Le organizzazioni criminali hanno profondamente cambiato modello operativo. Operano sempre più come sofisticati soggetti economici: acquisiscono imprese, investono capitali, utilizzano reti societarie internazionali, partecipano agli appalti pubblici e sfruttano le opportunità offerte dalla finanza digitale. È un fenomeno che altera la concorrenza, compromette la fiducia degli investitori e rappresenta un rischio concreto per lo sviluppo del sistema produttivo". In questo contesto, la metodologia classica del follow the money introdotto da Giovanni Falcone necessita di un'evoluzione tecnologica focalizzata sulla gestione dei big data, un ambito in cui i corpi ispettivi dello Stato stanno concentrando crescenti risorse analitiche. La complessità dei flussi finanziari odierni richiede l'adozione di sistemi computazionali evoluti. L'integrazione di architetture di intelligenza artificiale e algoritmi di machine learning consente di analizzare volumi massivi di transazioni, identificando pattern anomali e indicatori di rischio strutturale in tempo reale.
Paola La Salvia, Ufficiale Superiore della Guardia di Finanza ed esperta di intelligence economico-finanziaria e analisi criminale
Tuttavia, la sofisticazione del software richiede un layer di interpretazione specialistica, poiché, come sottolinea Paola La Salvia: "La disponibilità di dati non è più sufficiente. Il vero vantaggio competitivo consiste nella capacità di interpretarli e trasformarli in conoscenza utile a orientare le decisioni pubbliche e private».
L'intelligenza artificiale, il machine learning e le tecniche avanzate di analisi dei dati consentono oggi di individuare correlazioni e indicatori di rischio con una rapidità impensabile fino a pochi anni fa
. "La tecnologia, però, non sostituisce il giudizio umano. Gli algoritmi individuano anomalie, ma solo l'analisi economico-finanziaria è in grado di attribuire loro un significato e trasformarle in strumenti di prevenzione".
I dati forniti dalle agenzie di controllo confermano l'urgenza di un approccio analitico e vincolato all'interpretazione
. Secondo i report di Europol, circa il 70% delle organizzazioni criminali attive sul territorio dell'Unione Europea si serve di veicoli societari legali per mascherare attività illecite, e oltre l'80% sfrutta reti aziendali complesse per il riciclaggio di capitali. Sul fronte nazionale, l'Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d'Italia processa annualmente oltre 150 mila segnalazioni di operazioni sospette. La gestione di questa mole informativa richiede un'infrastruttura capace di coniugare la velocità computazionale con l'esperienza sul campo delle forze dell'ordine. "Proteggere le infrastrutture strategiche, le filiere produttive e gli investimenti significa rafforzare la competitività del Paese. Nei prossimi anni,"
conclude La Salvia, "la vera sfida non sarà raccogliere sempre più dati, ma trasformarli in conoscenza, integrando innovazione tecnologica, competenze economico-finanziarie e capacità interpretativa. Perché oggi la tutela della legalità economica coincide sempre più con la tutela dello sviluppo".
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