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Ozono, la riduzione iniziò decenni prima della scoperta del buco

Redazione Universoinformatico24.it Da Redazione Universoinformatico24.it
1 Luglio 2026
in Curiosità
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Ozono, la riduzione iniziò decenni prima della scoperta del buco
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(Adnkronos) – La storia del monitoraggio dell'ozono stratosferico necessita di una revisione temporale alla luce di una ricerca condotta dagli scienziati del MIT, che ha permesso di identificare i primi segnali di riduzione dell'ozono già a partire dal 1957. Attraverso una simulazione denominata “what-if”, il team guidato dalla chimica atmosferica Susan Solomon ha applicato le odierne capacità tecnologiche di monitoraggio ai dati storici, scoprendo che la degradazione chimica iniziò circa trent'anni prima della formale scoperta del “buco” antartico nel 1985.  Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, dimostra che l'agente principale di questa prima alterazione non fu rappresentato dai clorofluorocarburi (CFC), universalmente noti come responsabili del fenomeno, bensì dal tetracloruro di carbonio, un composto chimico utilizzato sin dagli anni '30 per la pulizia a secco e come solvente sgrassante. Il primo autore della ricerca, Jian Guan, ha sottolineato così il risultato inaspettato: “Ciò che abbiamo imparato dai libri di testo è che i CFC causano la riduzione dell'ozono. Si è scoperto che c'era un altro composto che ha causato la riduzione dell'ozono molto prima dei CFC. È stata una grande sorpresa.”. L'analisi ha inoltre evidenziato che la riduzione iniziale non si verificò sopra l'Antartide, bensì nella stratosfera superiore dei tropici, regione dove la variabilità naturale dell'atmosfera è minore e risulta pertanto più agevole distinguere un segnale di origine antropica dal cosiddetto “rumore” di fondo dei fenomeni naturali.  
La dottoressa Solomon ha commentato l'esito del lavoro con particolare stupore: “Il fatto che la riduzione dell'ozono sia avvenuta già alla fine degli anni '50, molto prima di quanto avrei mai immaginato, mi ha lasciato letteralmente sbalordita. Questo studio dimostra quanto sia davvero importante continuare a monitorare, così da poter comprendere appieno come l'atmosfera risponda e si riprenda”.  
Il tetracloruro di carbonio, successivamente limitato dal Protocollo di Montreal per la sua tossicità e il suo impatto ambientale, è stato identificato grazie anche ai dati provenienti dalle carote di ghiaccio, che hanno documentato un incremento delle sue concentrazioni già negli anni '40. La ricerca sottolinea la necessità di proseguire nelle attività di sorveglianza dell'atmosfera, nonostante i progressi compiuti verso la guarigione dello strato di ozono: “Abbiamo compiuto un grande sforzo per liberarci di queste sostanze chimiche. Non abbiamo forse l'obbligo di continuare a monitorare per assicurarci che l'atmosfera reagisca nel modo in cui pensiamo debba fare?”, ha concluso Solomon.  Crediti Immagine di cover Jose-Luis Olivares, MIT 
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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