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(Adnkronos) – Mentre le ultime navi lasciano le coste ghiacciate di Baia Terra Nova, a Dome C si chiudono le porte della base italo-francese Concordia per quella che è a tutti gli effetti una prova di sopravvivenza estrema. La 22ª missione invernale del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) ha ufficialmente avuto inizio: 12 ricercatori, tra cui cinque italiani, vivranno per i prossimi nove mesi in un isolamento paragonabile a quello di una stazione spaziale. Situata a oltre tremila metri di altitudine, la base affronterà temperature che possono precipitare fino a -80°C e tre mesi di oscurità ininterrotta. Sotto la guida dello station leader Gabriele Carugati, il team garantirà la continuità di 21 progetti scientifici cruciali, che spaziano dallo studio delle microplastiche al monitoraggio degli effetti psicofisici dell'isolamento estremo coordinati dall'Agenzia Spaziale Europea. Parallelamente al "lockdown" di Concordia, la stazione Mario Zucchelli ha concluso la sua 41ª campagna estiva, un periodo di febbrile attività che ha visto impegnati quasi 170 esperti. Le ricerche hanno rivelato dati inquietanti e affascinanti al tempo stesso: "L'attività scientifica ha approfondito l'emissione secondaria di contaminanti, rivelando anche minime tracce di attività antropica nell'ambiente antartico", ha spiegato Nicoletta Ademollo, coordinatrice scientifica del CNR. Le indagini non si sono fermate alla superficie: il progetto Beyond EPICA ha completato l'estrazione di ghiaccio profondissimo, una vera "macchina del tempo" climatica capace di raccontare la storia della Terra attraverso campioni risalenti a oltre un milione di anni fa. La spedizione ha segnato anche un traguardo storico con l'inaugurazione dell'Ice Memory Sanctuary, una vera e propria grotta-cassaforte scavata nel cuore della calotta glaciale. Questo santuario conserverà per le generazioni future i campioni dei ghiacciai montani di tutto il mondo, oggi minacciati dal riscaldamento globale. Grazie a una logistica imponente coordinata dall'ENEA e supportata da reparti speciali militari, carote di ghiaccio provenienti dal Monte Bianco e dal Grand Combin sono state trasportate con successo a Concordia, sfidando le leggi della termodinamica per preservare la memoria climatica del pianeta. Come sottolineato da Rocco Ascione dell'ENEA, queste basi sono ormai "snodi strategici per la cooperazione scientifica internazionale", trasformando l'Antartide nell'ultima frontiera per la salvezza della nostra conoscenza ambientale.
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