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Termostato: il 16% degli italiani alza la temperatura di nascosto

Redazione Universoinformatico24.it Da Redazione Universoinformatico24.it
15 Ottobre 2025
in Curiosità
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Termostato: il 16% degli italiani alza la temperatura di nascosto
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(Adnkronos) – Con l'arrivo dell'autunno, la riaccensione degli impianti di riscaldamento in Italia non è solo una questione di comfort, ma anche di dinamiche domestiche e di consapevolezza energetica. Una nuova ricerca europea condotta da tado° (leader nella gestione intelligente del clima domestico) rivela come gli italiani gestiscano il termostato tra abitudini "freddolose", piccole "guerre" familiari e attenzione al benessere animale, il tutto bilanciato dalle normative e dai costi in bolletta. 
Lo studio, basato sui dati raccolti nel 2024/2025, conferma che il clima domestico è un punto nevralgico di confronto. Il dato più curioso riguarda i comportamenti segreti: ben il 16% degli italiani ammette di alzare o abbassare la temperatura di casa di nascosto dai familiari. Questa percentuale, seppur leggermente superiore a quella dell'area DACH (15%), è significativamente inferiore al primato spagnolo (34%), evidenziando un quadro complesso dove il termostato è spesso "il fulcro di piccole 'tensioni domestiche'". Riguardo al controllo, le dinamiche di potere restano tradizionali: nel 46% delle famiglie italiane è il marito o partner maschile a decidere la temperatura ideale. I giovani, tuttavia, mostrano un peso decisionale maggiore rispetto alla media europea, con "il 10% dei casi" in cui "sono i figli a dire la loro". L'accensione dei termosifoni nelle case italiane è rigidamente regolamentata e dipende dalla zona climatica in cui si trova il comune di residenza, con l'obiettivo di bilanciare comfort e risparmio energetico. Il territorio nazionale è suddiviso in sei fasce (dalla A alla F), che definiscono il periodo e la durata massima giornaliera di funzionamento degli impianti. 
Le città più fredde, come Milano e Torino, ricadono in Zona E, dove il periodo di accensione più lungo va dal 15 ottobre al 14 aprile, con un limite massimo di 13 ore al giorno. Procedendo verso sud, le limitazioni diventano più stringenti: nelle aree a clima semi-freddo (Zona D, che include ad esempio Roma e Firenze), i termosifoni possono essere accesi dall'8 novembre al 7 aprile per un massimo di 11 ore al giorno. 
Nelle zone a clima temperato (Zona C, come Napoli e Bari), l'accensione è limitata al periodo che va dal 22 novembre al 23 marzo, con un massimo di 9 ore. Le zone più calde (Zona B e A, come Lampedusa o Reggio Calabria) hanno periodi estremamente brevi e ridotti (ad esempio, 7 o 5 ore al giorno, tra dicembre e marzo). Solamente nei comuni in Zona F (le aree montane più fredde, come Belluno o Trento), non esiste alcuna limitazione né di periodo né di orario. 
Gli italiani si confermano tra i popoli più sensibili al freddo in Europa, con il 22% di loro che imposta il termostato su 20°C, il limite massimo previsto dalle normative per condomini e abitazioni (con una tolleranza di due gradi consentita).  Le regole per l'accensione del riscaldamento in Italia dipendono dalla zona climatica in cui si trova il comune di residenza. Il territorio nazionale è suddiviso in sei zone (dalla A alla F), che determinano la durata e il periodo in cui gli impianti possono restare accesi A livello continentale, la ricerca rivela le differenze culturali nella percezione del caldo: i francesi sono la popolazione che "resiste meglio alle basse temperature con il 30% di loro che imposta il termostato a 19°C". Gli spagnoli, invece, detengono il primato per il calore, con la percentuale più alta di utenti che "imposta il termostato a una temperatura superiore ai 22°C", un dato sorprendente dato il clima mite. Animali domestici e sostenibilità Un dato che riflette una specificità italiana riguarda l'affetto per gli animali domestici: quasi un terzo degli italiani "lascia il riscaldamento acceso per i propri animali quando esce di casa". Lo studio di tado° indica che, tra i Paesi analizzati, l'Italia è quello che "presta maggiore attenzione al benessere dei propri animali domestici", anche se si tratta di "un’abitudine meno diffusa rispetto ad altri Paesi europei", segno che "anche l’affetto per i pet si misura ormai con un occhio al consumo energetico". Il Trend Verso l'Efficienza Smart L'analisi conferma un trend europeo verso una maggiore consapevolezza sui consumi. Per gli italiani, il 2025 segna un equilibrio sempre più sottile tra il desiderio di comfort e "l’attenzione ai costi in bolletta". Le soluzioni tecnologiche giocano un ruolo cruciale in questa transizione, offrendo la possibilità di bilanciare calore e sostenibilità. I dati interni di tado° indicano che i loro prodotti "permettono di risparmiare in media il 22% dei costi energetici". 
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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