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La tecnologia pura ha soggiogato il mondo, va bene nella meccanica, nel mondo del teatro, e altro, ora entra silenziosamente  per non dire sfacciatamente nel mondo dello sport.

Quando si parla di tecnologia applicata al mondo dello sport, pensiamo sempre a qualche strumento elettronico o che è ancora allo studio delle menti superdotate, che fanno risultare dei campioni anche a chi non è dotato, ma  noi profani non conosciamo nulla e talvolta parliamo a vanvera, la tecnologia nello sport è sempre esistita e continua a crescere in tutto il mondo in tutti gli sport. Fin dalle prime competizioni sportive, si sono utilizzati degli escamotage per vincere.

Ogni in ogni epoca potevano essere considerati tecnologici, per esempio nella lotta romana i lottatori si cospargevano il corpo di olio o di unguenti, per non subire le prese degli avversari, ai nostri giorni si può considerare una nuova tecnologia anche con l’avvento delle Nike Jordan nel bascket, al posto delle normali all Stars. Studiate e applicate appositivamente a protezione delle caviglie dei giocatori, per ammortizzare lo sforzo delle caviglie nei salti. Infiniti sono gli esempi delle innovazioni tecnologiche applicate alla storia di tutti gli sport.

Vero è che ci sono degli  sport, in cui è più visibile come per esempio nella Formula 1 dove spesso ci si chiede se la vittoria dipenda più dal vantaggio tecnologico di una macchina su un’altra o effettivamente dal talento del pilota.

Spesso i regolamenti presentano delle vere e proprie lacune nelle regole applicate che devono stare al passo nell’esprimersi sulla legittimità di nuove soluzioni.  Come pure nel ciclismo vi è un’ossessionata ricerca di miglioramenti dei telai e dalla sella, dove costosissimi gioielli dell’ingegneria,progettati da anni e testati nelle gallerie del vento, le stesse della formula uno. Si può giustamente affermare, che nonostante l’aiuto della tecnologia ha migliorato le prestazioni dei ciclisti a parità di super bici le gambe e la determinazione di ogni atleta prevalgono sulla competizione. Non però nel caso di illeciti come lo scandalo dei presunti  motori invisibili all’interno del telaio stesso.

Un’ applicazione simile nella tecnologia è capitata nello sci quando alle Olimpiadi invernali per la prima volta apparvero gli sci in alluminio e non in legno, facendo acquistare velocità agli sciatori. Un altro esempio sono gli attacchi moderni, che si staccano  con un semplice gancio. In entrambi gli sport, ciclismo e sci. Le federazioni accolsero bene queste tecnologie perché migliorarono le prestazioni in modo uniforme a tutti gli atleti, invece quello che è capitato nel nuoto pochi anni fa con costumi in poliuretano. L’avvento dei “ costumoni “ è coinciso con l’abbattimento di molti record, in seguito annullati, dovuti proprio  al nuovo materiale.  Il successivo divieto di questi costumi è dovuto al vantaggio non pari in tutti gli atleti che lo usavano, ma proporzionale alle dimensioni di chi lo indossava, in quel periodo si sono visti nuotatori con più strati di costumi addosso, proprio per enfatizzare il vantaggio o che si ritiravano dalla gara perché il costume si era lacerato, delle cuciture coscienti che in confronto ai colleghi che ne avevano uno perfetto avrebbero perso. Per questo motivo la federazione ne avrebbe vietato l’uso. Ma, questo vuol dire che la ricerca  tecnologica nel nuoto si sia fermata, anzi ha solo  cambiato l’applicazione continuando a cercare nuovi materiali per rendere acqua- dinamici occhialini e cuffie. La principale occupazione è ora nell’analisi della tecnica natatoria e dei parametri fisiologici per migliorare il gesto tecnico e l’allenamento fisico. Correzioni che fino a poco tempo addietro  erano dovute solamente all’occhio critico e all’esperienza  dell’allenatore,ora sono studiate oggettivamente e provate da studi  al riguardo di esperti.

Anna Sciacovelli

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